Svegli di buon ora decidiamo di fare il giro dell’Antelope Canyon con un giro organizzato dagli indiani Navajos. Incontriamo altri italiani, e facciamo il giro con loro e una giovane guida simpatica di nome Marvin. Ovviamente l’Antelope Canyon può essere descritto parzialmente dalle foto, non dalle parole. Alle12,30 saremmo pronti per partire per la Monument Valley, ma scatta l’emergenza sanitaria. Causa pressione alta generalizzata siamo costretti a fermarci al Wal Mart, misurarci la pressione, parlare con il farmacista, attivare l’assicurazione dall’Italia, fornirci di ricetta e prendere i diuretici. Partiamo per la Monumet Valley piuttosto in ritardo, mangiamo per strada gli avanzi di pizza , e percorrendo strade deserte (tranne un coyote, incontrato fortuitamente in mezzo alla strada) arriviamo alla Monument Valley che stanno chiudendo i cancelli per i mezzi privati! Incontriamo nel parcheggio una coppia che sta facendo il giro nel senso opposto al nostro. Con il loro aiuto e la loro esperienza freschissima organizziamo i giorni seguenti, ma ci rendiamo conto che non possiamo tornare alla Monument Valley, pena la perdita di Bryce o di Arches. E così a malincuore gi scateniamo con le foto dal Vista Point del Visitor Centre, e salutiamo la Monument Valley. Ceniamo a Blandings in una Steak House favolosa ed economica, e infine pernottiamo a Monticello in un Motor Inn tratto da un libro di Stephen King.
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