La prima cosa che mi ha colpito e’ stata la grandezza della citta’: e’ una metropoli, e arrivando dal nord, dall I15, le aree industriali e commerciali cominciano chilometri prima, con un notevole flusso di automezzi pesanti.
La citta’ sorge a oltre 1.200 mt. di altitudine, (nel 2002 ha ospitato le Olimpiadi Invernali) e ha grandi strade, e molto, molto verde.
C’è una bella zona universitaria, con edifici in mezzo al verde, e un parco dal nome stranissimo, il “This is the Place Park” un parco con un percorso che celebra la vita e le usanze dei pionieri, e, su un dislivello, un monumento che commemora il momento in cui Brigham Young arrivo’ nel 1847 nella Salt Lake Valley, alla testa di 150 pionieri mormoni cacciati da altre citta’.
Nonostante il territorio fosse esclusivamente un deserto desolato, Young ebbe l’ispirazione di fermarsi, e solennizzo’ il momento con la frase “This is the place” .
Da quel momento e fino alla fine del XIX secolo i mormoni in cerca di rifugio affluirono a Salt Lake City, prima atraverso il percorso del Mormon Trail, e poi con la ferrovia, fino a fare diventare Salt Lake City una delle citta’ piu’ ricche e sviluppate degli Stati Uniti.
Logicamente Salt Lake City e’ oggi la “citta’ santa” dei mormoni, che preferiscono essere chiamati fedeli della Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Il cuore della citta’ e’ la Piazza del Tempio, la Temple Square.
E’ uno spiazzo quadrato di 200 mt. di lato, che racchiude in se’ e sui bordi alcuni degli edifici piu’ significativi dei mormoni, che possono parzialmente essere visitati anche da chi non e’ fedele.
C’è il Tempio, il centro della piazza e della citta’, edificio sacro in cui non puo’ entrare chi non e’ della Chiesa. Il Tempio e’ circondato da giardini bellissimi e curatissimi, fontane e laghetti artificiali; un posto davvero bello.
Il Tabernacolo e’ spettacolare, perche’ e’ una grande sala da concerti da 6000 posti, con un organo enorme, e un’acustica perfetta. Una ragazza che assisteva i turisti ci ha dato una dimostrazione: ha stracciato un foglietto al centro della sala, a oltre 20 metri di distanza…..e effettivamente il rumore si e’ diffuso in maniera regolare dappertutto, come se fosse accanto a noi.
La Sala delle Assemblee e’ una specie di cappella, in stile gotico, con delle vetrate molto belle, e delle guglie tutte lavorate.
Lungo il confine della piazza c’è un muro altissimo, interrotto da alcuni edifici anche questi interessanti. C’è il Conference Center, un centro da 21.000 posti, con una particolarita’ interessante: un meraviglioso giardino sulla terrazza, una cosa davvero unica.
C’è la torre degli uffici della Chiesa, un grattacielo di 23 piani dalla cui cima si puo’ godere della vista della citta’ (a meno che non si arrivi di sabato, come e’ successo a me, quando la torre e’ chiusa!).
Ci sono due edifici risalenti al XIX secolo, oggi destinate a ristoranti, che erano le abitazioni di Young e del suo successore, e un delizioso edificio che mi e’ piaciuto molto, il Joseph Smith Memorial Building, che fino al 1987 era un hotel. Oggi questo edificio liberty, perfettamente restaurato, e’ un luogo destinato ai banchetti nunziali e a riunioni e congrassi, e ha al piano terra una sorta di esposizione permanente di abiti e ricordi di matrimoni di tutte le epoche.
E poi l’edificio dove sono conservati i registri anagrafici (oggi elettronici ) dei fedeli di tutto il mondo, l’edificio da cui partono tutte le attivita’ assistenziali e di volontariato della chiesa, i Visitor Center….
E’ chiaro che tutta la citta’ e’ permeata da una atmosfera profondamente religiosa; la domenica, giorno tradizionalmente dedicato alla preghiera e alla famiglia, il centro e’ tutto chiuso, e praticamente deserto; noi per mangiare siamo dovuti finire nella zona messicana.
Inoltre, nella piazza del tempio, abbiamo fatto degli incontri interessanti.
Premetto che uno dei precetti della religione mormone e’ il proselitismo. Avete presente quei ragazzi in camicia bianca e cravatta nera che girano nelle nostre strade? Ecco, sono missionari mormoni.
In tutta la piazza del tempio sono “sguinzagliati” a coppie ragazzi e ragazze che con un sorriso avvicinano i turisti, scambiano qualche frase con loro, si mettono a disposizione per scattare foto e dare spiegazioni (come la ragazza nel Tabernacolo di cui scrivevo sopra). Il tutto in modo gentile e ai limiti di una leggera insistenza. Nel Joseph Smith Memorial Building siamo stati avvicinati da un certo Harry che ci seguiva passo passo dovunque andassimo, inondandoci di parole….noi piano piano ci siamo avvicinati alla porta, e lui ci seguiva……una scena quasi da ridere! Pero’ sono persone molto gentili, e davvero disponibili nei confronti degli altri.
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