martedì 9 agosto 2022

New Orleans

 Premetto che le mie visite di New Orleans non sono state mai esclusivamente turistiche: a New Orleans, infatti, c'è una bella fetta della mia famiglia!

Mia nonna paterna era la prima di nove fratelli e sorelle: lei ritornò in Italia dopo il matrimonio, mentre tutti gli altri restarono a New Orleans..vi immaginate, dunque, quanti cugini ho io su entrambe le rive del Mississipi?

Sono stata a NO due volte, ed entrambe le mie visite sono state il pretesto per due feste familiari stile "Soprano's", con tovaglie tricolori e cori che intonano "That's ammore" (soprattutto la prima volta, nel 1989, quando gli eventi vennero organizzati dalle vecchie generazioni).

Stare dai parenti negli USA è un'esperienza interessante, soprattutto se si decide di fare vita casalinga, e perciò di godersi appieno "the american style of life". Noi andavamo a fare la spesa, in banca, dal parrucchiere, a fare benzina...insomma abbiamo cercato di condividere con i cugini che ci ospitavano le loro abitudini e i loro itinerari. Questo ovviamente è andato a scapito delle attrazioni più "turistiche", ma credo che tutto sommato ne sia valsa la pena. Quest'anno, poi, abbiamo partecipato anche al matrimonio di una cugina, e un matrimonio negli USA, ma soprattutto a NO, dove si sentono influenze tradizionali di tutti i generi, è davvero qualcosa da raccontare.

Comunque ho visitato parecchie attrazioni a New Orleans, e ci sono state cose che mi hanno molto colpito: una di queste è stata la "House of Vodoo" su Bourbon Street, il cuore pulsante della New Orleans peccaminosa e nottambula. Il vodoo a NO è molto presente, e anche i negozi di souvenir più dozzinali hanno gadgets con teschi, fantocci, spilloni, e materiale del genere. Ma la House of Vodoo di Marie Levau è qualcosa di più inquietante.
Lì dentro tu percepisci che c'è gente che ci crede davvero. Innanzitutto il materiale in vendita è meno appariscente, e molto artigianale. Bamboline fatte mano, fantocci di pezza, spilloni di vario genere, radici e erbe dall' uso sconosciuto...La cosa che mi ha colpito più di tutte è stato l'altare dedicato a Marie Levau, famosa "sacerdotessa" di riti di magia tradizionale, con il suo ritratto, molto inquietante e sicuramente appariscente. L' immagine di questa donna magra, con grandi occhi e tanti capelli, è circondato da candele, bigliettini, e oggetti che potremmo definire "ex-voto", del genere che ci si aspetta in un posto così. Teschi, bamboline, candele profumate..ci credete che sono uscita da lì di corsa???
La mia curiosità da turista è stata sopraffatta da un senso di fastidio e di ..inquietudine!
La Cattedrale di St. Luis mi ha colpito per un'altra cosa..non avevo mai visto all'interno di una chiesa le bandiere nazionali. Ci sono sia le bandiere storiche della Confederazione e degli Stati del Sud, ma anche lo Star and Stripes, che sventola tranquillo di fronte al crocifisso!

E infine, un'altra cosa che merita una visita è il Cafè du Monde nel Quartiere Francese. E' un ritrovo che risale al 1870, che resta aperto
sempre, 24 ore su 24, eccetto il giorno di Natale. Il Cafè du Monde ha chiuso solo in occasione di qualche uragano, ma nei giorni restanti (e nelle notti) è sempre circondato da file di turisti in attesa di gustare il "Cafè au Lait" (uno schiumosissimo cappuccino), ma soprattutto i "beigneès", una sorta di maxi - zeppole fritte e ricoperte da uno strato incredibile di zucchero al velo.

Dopo Kathrina le zone ricche (Metairie, le zone intorno al Lake Pontchartrain) sono state ricostruite in tempi brevissimi grazie ai rimborsi assicurativi.
Diversa la situazione per le zone più povere della città, tipo il Ninth Ward, dove ancora nel 2009 si vedevano i danni della tracimazione del lago.
Le case erano quasi tutte in affitto, e le persone avevano perso tutto. I proprietari aspettavano i risarcimenti, o non erano nemmeno assicurati, dunque nessuno ricostruiva.
Il tizio del Visitor Center si raccomandò di non scendere dalla macchina (era di giorno) e di non fare foto.
Se cosideriamo che Kathrina era stata nel 2005, e io sono stata in quelle zone nel 2009, capite bene che per gli standard USA quelle zone erano volutamente abbandonate.
L'unico che faceva qualcosa nel Ninth Ward era Brad Pitt, con la sua fondazione Make it Right.
All'epoca gli unici che stavano ricostruendo le case erano i volontari con i fondi derivanti dalla sua associazione.

Comunque, capisco che le opinioni su New Orleans siano sempre contrastanti.

Io mi rendo conto di avere per NO un trasporto emotivo maggiorato, esclusivamente per motivi familiari e personali.
La mie visite sono state in massima parte “scortate” da parenti, e la città la vedo con gli occhi del cuore.

Ciononostante la terza volta che l’ho visitata, nel 2009 nel giro degli Stati del Sud, sono volutamente rimasta 24 ore in “incognito” per potere girare a mio piacimento e dormire due notti nel French Quarter.

Anche noi abbiamo avuto la sensazione che alcune parti di Bourbon Street, la sera, siano in pieno degrado. Abbiamo notato tutti i locali a luci rosse, le ragazze in attesa, le insegne anche troppo esplicite.

Nei locali si sente poco jazz e molto “tumpi tumpi tumpi” techno – Noi abbiamo ascoltato un gruppo con banjio e sax in un cortile davanti ad un buchetto con street food, perche’ i locali non erano per nulla quello che ci aspettavamo.

Ma Bourbon Street NON è il French Quarter, ci sono strade molto più praticabili, senza dovere tappare gli occhi ai bambini.

Per me New Orleans è il Garden District con le lussuose case d’epoca, è Canal Street, sono i locali affacciati sul Pontchartrain Lakefront.
E' il Vieux Carrè di giorno, con i balconi fioriti e gli artisti di strada.
E' il Riverwalk con vista sul Mississipi.
E' la Cattedrale di St.Louis con le bandiere di fronte al crocifisso (anche la bandiera della squadra dei Saints!) -

E potrei continuare......ma credo di essermi spiegata.

Quello che viene fuori da tutti i commenti, però, e’ che New Orleans è diversa da tutte le altre città degli USA, è una città che si ricorda e che ha un suo spirito peculiare. Ovviamente divide, ma non lascia mai indifferenti.

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