martedì 23 febbraio 2016

Phuket - Thainlandia


Devo ammettere che avevo un poco di pregiudizio nei confronti dell’Oriente, retaggio di un’esperienza a Bali nel 1991 che per vari motivi non mi aveva entusiasmato.

Mio marito insisteva molto per variare i nostri orizzonti, alternando ai nostri viaggi un USA una destinazione in terra d’Oriente. La multiproprieta’ Marriott e i consigli insistenti di alcuni amici hanno fatto il resto.
E mi sono innamorata della Thainlandia!

Phuket e’ un’isola nell’Oceano Indiano, nella zona del Mar delle Andamane.
E’ un’isola piuttosto grande, da Nord a Sud sono 60 km, e da Est a Ovest oltre 20 km.
E circondata da altre isole, piu’ o meno grandi, quasi tutte abitate.

Noi eravamo nella zona di Mai Khao, nella parte Nord Ovest dell’isola.
E’ una parte molto bella, la costa e’ area naturale protetta, abbiamo visto mettere in acqua le tartarughe, e i tramonti erano spettacolari.
In quella zona, pero’, ci sono solo grandi alberghi e resort di lusso, ed eravamo piuttosto lontani dalla “movida” dell’isola, che si svolge nella parte Sud Ovest, soprattutto a Pa Tong –

Nella zona Sud ci sono anche le spiagge piu’ belle, sia piccole spiaggette nascoste, tipo Paradise Beach, o come Karon e Kata, due localita’ balneari con un bel lungomare, spiaggia larga e bianca, molti ristoranti e strutture turistiche..

Anche Pa Tong ha la sua spiaggia, larga e dorata, ma caotica come la localita’.

All’estremo sud c’e’ Rawai, una cittadina molto caratteristica, sede dei pescatori detti “zingari di mare”, di etnia malese.

All’interno, ma sempre a Sud, c’e’ la zona di Chalong, con le foreste dove si va in groppa agli elefanti, i templi buddisti, e il Buddha addormentato.

Se la sera si vuole passeggiare, vedere spettacoli, andare nei locali, bisogna andare in zona Pa Tong, dove si trova tutto per tutti i gusti. Anche Kata ha una vita serale discreta, e immagino anche Karon (ma noi non ci siamo stati!)

La Bangla Road di Pa Tong e’ la via “del peccato”, dei “go-go” bar, delle ragazze che cercano clienti armate di tariffario. Ma sul lungomare si puo’ tranquillamente passeggiare, andare a mangiare o a bere una cosa, guardare i souvenir dei negozietti. C’e’ un centro commerciale enorme, lo Jungceylon, dove la sera fanno uno spettacolo di luci e laser.
Ovviamente ci sono molti ristoranti. Il nostro preferito e’ stato il Baan Laimai, dove siamo tornati diverse volte.

Mangiare in Thainlandia non e’ un problema, c’è di tutto, dalla pizza ai ristoranti italiani (ma italiani veri!) e nei locali ci sono piatti internazionali e di ogni tipo.
La cucina Thai e’ piuttosto speziata e piccante, si trovano molti piatti a base di pollo o maiale, pesce e crostacei arrostiti o conditi con salse piccantissime, riso saltato (stir fry) con versure, o pesce o pollo.
In complesso una cucina saporita, anche se molto piccante.-
Una menzione meritano i gamberi giganti, i Tiger Prawn, che da Baan Laimai ci hanno pesato al tavolo per stabilire il prezzo, visto che vengono venduti a peso!.

Spostarsi sull’isola e’ facile, c’è una rete stradale molto moderna, un’autostrada che percorre l’isola da nord a sud, e strade larghe e ben tenute. Un particolare: la guida e’ a sinistra!
Se si alloggia in una zona turistica, il motorino basta e avanza per i piccoli spostamenti, con molta attenzione al momento del contratto alle coperture assicurative, non sempre presenti.
In caso di alloggio fuori dalle zone piu’ animate, la macchina e’ una soluzione praticabile. C’è traffico, ma tutto e’ molto ordinato, senza quelle code caotiche che invece ci sono a Bangkok.

Le escursioni piu’ interessanti sono quelle per le isole che circondano Phuket. Ci sono isolette quasi selvagge, o spiagge troppo affollate (come la Maya Beach di Leonardo di Caprio, affollata come la Grotta Azzurra) ma tutte bellissime, con un mare azzurro e la possibilita’ di snorkeling.
Il mare e’ molto bello, anche se non e’ quello dei Caraibi o delle Antille. Ma io vengo dalla Sicilia e ho aspettative alte! Le spiagge sono pulitissime, larghe, e in tutte ci sono piccole strutture, ombrelloni e capannine per uno snack.

Links utili:

Phuket Adventures, a cui noi ci siamo affidati per le escursioni.


Ottima societa’, vengono a prendere i partecipanti in hotel, e li portano in un porticciolo turistico dove hanno una struttura dedicata e da dove partono i loro giri.
Hanno accompagnatori che parlano varie lingue.

Uno degli accompagnatori e’ Antonio, una guida bravissima che parla un ottimo italiano, e che lavora con vari operatori sull'isola, oltre a lavorare per conto suo, organizzando bellissimi giri nelle isolette li' vicino.


Altro personaggio da conoscere e' Martino, un bolognese che vive da anni a Phuket ed è un punto di riferimento per gli Italiani.


È simpaticissimo, e molto, molto disponibile. Lui è' a Kata, ma organizza escursioni e soggiorni per tutta l'isola.
Il suo sito e' una miniera di informazioni !

In rete ci sono altri siti ed altri forum, ma di contenuto “dubbio”, e vi assicuro che la Thainlandia e’ molto, molto piu’ di quello che si crede.

Io sono rimasta affascinata dalla gentilezza, il sorriso e la bellezza dei posti.
Inoltre, forse perche’ Phuket e’ un’isola che vive sul turismo, la sensazione non e’ quella di un paese povero, arretrato, del terzo mondo. Se si hanno comportamenti adeguati, non ci sono nemmeno pericoli evidenti. Insomma, vi dico solo questo…gia’ sono in lista in multiproprieta’ per l'anno prossimo! E ho detto tutto!



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