Devo ammettere che
avevo un poco di pregiudizio nei confronti dell’Oriente, retaggio
di un’esperienza a Bali nel 1991 che per vari motivi non mi aveva
entusiasmato.
Mio marito insisteva
molto per variare i nostri orizzonti, alternando ai nostri viaggi un
USA una destinazione in terra d’Oriente. La multiproprieta’
Marriott e i consigli insistenti di alcuni amici hanno fatto il resto.
E mi sono innamorata
della Thainlandia!
Phuket e’ un’isola
nell’Oceano Indiano, nella zona del Mar delle Andamane.
E’ un’isola
piuttosto grande, da Nord a Sud sono 60 km, e da Est a Ovest oltre 20
km.
E circondata da
altre isole, piu’ o meno grandi, quasi tutte abitate.
Noi eravamo nella
zona di Mai Khao, nella parte Nord Ovest dell’isola.
E’ una parte molto
bella, la costa e’ area naturale protetta, abbiamo visto mettere in
acqua le tartarughe, e i tramonti erano spettacolari.
In quella zona,
pero’, ci sono solo grandi alberghi e resort di lusso, ed eravamo
piuttosto lontani dalla “movida” dell’isola, che si svolge
nella parte Sud Ovest, soprattutto a Pa Tong –
Nella zona Sud ci
sono anche le spiagge piu’ belle, sia piccole spiaggette nascoste,
tipo Paradise Beach, o come Karon e Kata, due localita’ balneari
con un bel lungomare, spiaggia larga e bianca, molti ristoranti e
strutture turistiche..
Anche Pa Tong ha la
sua spiaggia, larga e dorata, ma caotica come la localita’.
All’estremo sud
c’e’ Rawai, una cittadina molto caratteristica, sede dei
pescatori detti “zingari di mare”, di etnia malese.
All’interno, ma
sempre a Sud, c’e’ la zona di Chalong, con le foreste dove si va
in groppa agli elefanti, i templi buddisti, e il Buddha addormentato.
Se la sera si vuole
passeggiare, vedere spettacoli, andare nei locali, bisogna andare in
zona Pa Tong, dove si trova tutto per tutti i gusti. Anche Kata ha
una vita serale discreta, e immagino anche Karon (ma noi non ci siamo
stati!)
La Bangla Road di Pa
Tong e’ la via “del peccato”, dei “go-go” bar, delle
ragazze che cercano clienti armate di tariffario. Ma sul lungomare si
puo’ tranquillamente passeggiare, andare a mangiare o a bere una
cosa, guardare i souvenir dei negozietti. C’e’ un centro
commerciale enorme, lo Jungceylon, dove la sera fanno uno spettacolo
di luci e laser.
Ovviamente ci sono
molti ristoranti. Il nostro preferito e’ stato il Baan Laimai, dove
siamo tornati diverse volte.
Mangiare in
Thainlandia non e’ un problema, c’è di tutto, dalla pizza ai
ristoranti italiani (ma italiani veri!) e nei locali ci sono piatti
internazionali e di ogni tipo.
La cucina Thai e’
piuttosto speziata e piccante, si trovano molti piatti a base di
pollo o maiale, pesce e crostacei arrostiti o conditi con salse
piccantissime, riso saltato (stir fry) con versure, o pesce o pollo.
In complesso una
cucina saporita, anche se molto piccante.-
Una menzione
meritano i gamberi giganti, i Tiger Prawn, che da Baan Laimai ci
hanno pesato al tavolo per stabilire il prezzo, visto che vengono
venduti a peso!.
Spostarsi sull’isola
e’ facile, c’è una rete stradale molto moderna, un’autostrada
che percorre l’isola da nord a sud, e strade larghe e ben tenute.
Un particolare: la guida e’ a sinistra!
Se si alloggia in
una zona turistica, il motorino basta e avanza per i piccoli
spostamenti, con molta attenzione al momento del contratto alle
coperture assicurative, non sempre presenti.
In caso di alloggio
fuori dalle zone piu’ animate, la macchina e’ una soluzione
praticabile. C’è traffico, ma tutto e’ molto ordinato, senza
quelle code caotiche che invece ci sono a Bangkok.
Le escursioni piu’
interessanti sono quelle per le isole che circondano Phuket. Ci sono
isolette quasi selvagge, o spiagge troppo affollate (come la Maya
Beach di Leonardo di Caprio, affollata come la Grotta Azzurra) ma
tutte bellissime, con un mare azzurro e la possibilita’ di
snorkeling.
Il mare e’ molto
bello, anche se non e’ quello dei Caraibi o delle Antille. Ma io
vengo dalla Sicilia e ho aspettative alte! Le spiagge sono
pulitissime, larghe, e in tutte ci sono piccole strutture, ombrelloni
e capannine per uno snack.
Links utili:
Phuket Adventures, a
cui noi ci siamo affidati per le escursioni.
Ottima societa’,
vengono a prendere i partecipanti in hotel, e li portano in un
porticciolo turistico dove hanno una struttura dedicata e da dove
partono i loro giri.
Hanno accompagnatori
che parlano varie lingue.
Uno degli
accompagnatori e’ Antonio, una guida bravissima che parla un ottimo
italiano, e che lavora con vari operatori sull'isola, oltre a
lavorare per conto suo, organizzando bellissimi giri nelle isolette
li' vicino.
Altro personaggio da
conoscere e' Martino, un bolognese che vive da anni a Phuket ed è un
punto di riferimento per gli Italiani.
È simpaticissimo, e
molto, molto disponibile. Lui è' a Kata, ma organizza escursioni e
soggiorni per tutta l'isola.
Il suo sito e' una
miniera di informazioni !
In rete ci sono
altri siti ed altri forum, ma di contenuto “dubbio”, e vi
assicuro che la Thainlandia e’ molto, molto piu’ di quello che si
crede.
Io sono rimasta
affascinata dalla gentilezza, il sorriso e la bellezza dei posti.
Inoltre, forse
perche’ Phuket e’ un’isola che vive sul turismo, la sensazione
non e’ quella di un paese povero, arretrato, del terzo mondo. Se si
hanno comportamenti adeguati, non ci sono nemmeno pericoli evidenti.
Insomma, vi dico solo questo…gia’ sono in lista in
multiproprieta’ per l'anno prossimo! E ho detto tutto!
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